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Attualità - Südtiroler Milch - Sennereiverband

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15 Maggio 2014
Giornate della sostenibilità „think more about“

Dal 15 al 17 maggio si svolgeranno per la quarta volta le Giornate della sostenibilità „think more about“ a Bressanone. A promuovere l’evento sono Terra Institute, il Centro Convegni dell’Abbazia di Novacella, in collaborazione con la Libera Università di Bolzano e diverse organizzazioni, partner e sostenitori. Il tema al centro di questa edizione sarà il cambiamento.
Di più: http://www.thinkmoreabout.com/it/

Cambiamento climatico, emissioni di Co2, disoccupazione (giovanile), chiusura di imprese, insoddisfazione e insicurezza, ingiustizia sociale: è in corso un cambiamento radicale a livello locale e globale. E’ proprio questa dinamica che Terra Institute e il Centro Convegni dell’Abbazia di Novacella vogliono affrontare nell’ambito delle Giornate della sostenibilità „think more about“ la cui discussione avrà come focus l’”arte della trasformazione”.

“Vogliamo mostrare che il cambiamento può essere proattivo e offrire diverse prospettive e soluzioni”, affermano Günther Reifer di Terra Institute e Andreas Wild del Centro Convegni dell’Abbazia di Novacella. “Per questo abbiamo invitato esperti che presenteranno “best practices” da tutto il mondo, ma anche personalità e cittadini della nostra provincia che da pionieri hanno già provato a sperimentare questo cambiamento”.

Giovedì sera, al Forum di Bressanone, è in programma un intervento di Harald Welzer; il professore presenterà le tesi alla base del suo libro “La fine del mondo come lo conoscevamo” e la sua visione della trasformazione. Silke Helfrich, esperta di “commons” (beni comuni), presenterà un’ulteriore prospettiva delle logiche economiche moderne. Seguirà un collegamento via skype con Janez Potocnick, commissario UE per l’ambiente a Bruxelles, che parlerà delle misure che l’Europa sta prendendo in questo ambito. Ospite particolare, un ex manager della “Deutsche Bank”, che illustrerà un modello economico che coniuga sviluppo sostenibile, biodiversità e crescita economica. Una tavola rotonda con il presidente della Provincia Arno Kompatscher, il presidente degli imprenditori Stefan Pan, la presidente della SMG Uli Rubner e con l’imprenditore trentino Giulio Bonazzi concluderà la serata. Nell’ambito della due giorni interverranno anche ospiti d’eccezione come Maurizio Pallante, Stefano Zamagni, Carla Poli, Leonardo Becchetti.

Venerdì, al Centro Convegni dell’Abbazia di Novacella, ci sarà la possibilità di approfondire in dialoghi interattivi con esperti le tematiche affrontate dai diversi punti di vista, dal commercio all’artigianato, dall’agricoltura al turismo, dall’industria ai nuovi stili di vita, dai circuiti regionali ai nuovi metodi di apprendimento. Quest’anno gli organizzatori vogliono puntare l’attenzione al contesto locale e ai metodi di realizzazione delle prospettive al centro del congresso. Sabato, sempre a Novacella, sono in programma nove seminari paralleli. E’ possibile iscriversi direttamente sul sito:
www.thinkmoreabout.com o telefonando allo 0472 835588.

Giovedì sera l’entrata è gratuita, è gradita comunque una prenotazione. Venerdì e sabato, per il congresso e i seminari, è necessaria l’iscrizione e una quota (50€ per studenti, 100€ per persone singole, 150€ per imprenditori). Iscrivendosi entro il 15 aprile si riceve un invito alla cena con i relatori in programma venerdì 16 maggio a Novacella (bildungshaus@kloster-neustift.it).

 

28 Aprile 2014
in dieci anni 1000 produttori di latte in meno

Il prezzo pagato per il latte in lieve aumento – Altri 100 produttori hanno gettato la spugna

economica che affligge il Paese, nel 2013 il mercato del latte ha registrato uno sviluppo positivo. E’ stato questo il bilancio della Federazione Latterie Alto Adige. Se le forniture pari a 370,5 milioni di chilogrammi hanno accusato una lieve flessione, per contro il prezzo pagato per il latte è aumentato del 2,5% a 52,23 centesimi/kg. Determinante è stata la scarsità di latte crudo a livello globale che per un lungo periodo ha mantenuto alto il prezzo del latte spot sui mercati. Il fatturato del settore in Alto Adige è aumentato del 3,4% a 445 milioni di euro e assicura 883 posti di lavoro. 



I fornitori di latte in costante calo
Preoccupante si presenta la realtà dei fornitori: anche l’anno scorso più di 100 hanno gettato la spugna. Oggi sono 5000 gli agricoltori che si dedicano alla produzione del latte, dieci anni fa erano 6000.
“Le aziende produttrici devono fare i conti con due realtà: i ricavi in calo e l’aumento dei costi di produzione. Il valore aggiunto è in costante contrazione e sempre più produttori traggono le loro conseguenze” ha spiegato il presidente della Federazione Latterie Alto Adige Joachim Reinalter.
L’economia di montagna necessità di un’attenzione particolare e di condizioni operative che possano garantire il suo futuro. “Il mondo politico non può far finta di considerare l’importanza a livello sociale degli agricoltori per poi ignorare il loro abbandono” ha sottolineato Reinalter.

In leggero aumento il prezzo pagato per il latte
Difficile permane anche la situazione del mercato. Da due anni il commercio vive una crisi profonda e il potere di acquisto delle famiglie non aumenterà in tempi brevi. Il comparto tenta di far fronte alla situazione puntando sulle offerte, ma nonostante ciò il prezzo medio pagato per il latte è lievemente aumentato. Oltre al livello dei prezzi relativamente elevato a livello mondiale, l’aumento è ascrivibile al fatto che “i prodotti dell’Alto Adige vengono apprezzati per la loro qualità e le latterie sociali hanno svolto un buon lavoro” constata soddisfatto Reinalter.



I prodotti si affermano sul mercato
Gran parte dei settori della produzione lattiero-casearia registra uno sviluppo positivo. Con un aumento del 4,3%, in cima alla classifica si colloca la produzione dello yogurt con 120 milioni di chilogrammi. Per Reinalter una notizia ulteriormente positiva se si considera che in Italia la produzione dello yogurt è calata del 4,2%. Sul mercato si affermano con successo anche le tante varietà di formaggio. In particolare i formaggi freschi come il mascarpone e la ricotta hanno fatto registrare un aumento della quantità del 5%. Le forniture di latte biologico sono cresciute del 4% toccando i 6,9 milioni di chilogrammi, quantitativo però ancora inferiore al potenziale del mercato biologico. Una nicchia interessante è quella del latte di capra: 0,6 milioni di chilogrammi sono stati trasformati in latte fresco, formaggio, yogurt e burro.

La materia prima: una sicurezza per le latterie sociali
Per alcune latterie nel tempo è andato delineandosi uno squilibrio fra fornitura e lavorazione del latte. Dopo intense trattive finalizzate alla cooperazione, si è deciso di contrastare la situazione mediante una “ridistribuzione” delle zone di conferimento del latte. Col 1°gennaio 2014, le zone di Renon e Castelrotto sono passate alla Latteria Sociale di Bressanone, quelle di Verano e Meltina alla Latteria Merano. La Latteria Vipiteno ha avviato delle trattative con il Tirolo del nord e dal 1°aprile 2014 il latte della neocostituita cooperativa Valle Isarco-Stubai eGen viene lavorato a Vipiteno.

I controlli garantiscono la sicurezza
Per garantire alimenti sicuri e salutari, il settore lattiero-caseario dell’Alto Adige ha allestito una fitta rete di controlli. La Federazione Latterie Alto Adige è un organo di controllo indipendente che sorveglia l’intero ciclo dalla produzione del latte al prodotto finito pronto per il mercato. L’intera filiera produttiva, dai foraggi alla lavorazione, esclude l’impiego di prodotti geneticamente modificati. Nel 2013 il laboratorio della Federazione Latterie Alto Adige ha analizzato 690.000 campioni di latte crudo, controllato 17.600 prodotti lattiero-caseari e svolto 70.000 analisi. Un’altra attività della Federazione è la consulenza ai produttori di latte, alle malghe e ai venditori diretti.

Premiazione del miglior fornitore di latte della provincia
I presupposti per il raggiungimento dell’elevata qualità del latte dell’Alto Adige nascono nei masi dalla perfetta interazione fra l’uomo e gli animali. I produttori danno il meglio di sé 365 giorni all’anno: il raggiungimento di un elevato livello qualitativo impone zelo e impegno quotidiani.
Gli sforzi degli agricoltori vengono resi pubblici attraverso iniziative come la premiazione dei migliori produttori della provincia selezionati in base a un sistema a punti. Nel 2013 la targa è andata a 2268 fornitori.



Il miglior fornitore altoatesino del 2013 è

David Hainz, Ehrenreicher, Falzes

La famiglia Hainz di Falzes è una famiglia che ha dimostrato di avere coraggio. A dispetto della dilagante tendenza all’abbandono, nel 2000 gli Hainz hanno deciso di continuare sulla strada della produzione del latte. La ricomposizione fondiaria ha reso possibile un nuovo inizio e nel 2001 il maso Ehrenreicher ha riavviato la produzione. Il maso viene gestito come attività secondaria da David Hainz, sua moglie Christina e il figlio Fabian. Fabian lavora presso l’azienda energetica di Falzes, il figlio Benjamin è infermiere.
Prima del pensionamento David Hainz ha lavorato molti anni alla latteria di Brunico. Al figlio Fabian ha trasmesso da subito l’amore per gli animali e i vitelli dei contadini della zona sono stati i suoi “giocattoli”.
Per fare un buon latte ci vogliono “amore per gli animali, zelo e una buona dose di fortuna” dice Christina Hainz, che si occupa della mungitura e della pulizia.
Fabian Hainz vede il mondo dell’agricoltura con positività: “è un mestiere che ti consente di essere padrone di te stesso, lavorare con creatività senza annoiarti mai”. La famiglia Hainz è stata premiata anche per il suo lavoro nell’allevamento.
Il maso vanta 2,5 ettari di terreno di proprietà e 4,5 ettari in affitto. La stalla ospita 12 vacche da latte, quasi tutte di razza Pinzgauer. Il bestiame giovane viene allevato da un’azienda partner.
Il maso si colloca a 1.030 metri di altitudine e conferisce annualmente ca. 75.000 kg di latte alla latteria Latte Montagna Alto Adige/Südtirol.

 

 

24 Ottobre 2013
Brimi Mozzarella in cucina - Ora disponibile online!

La Mozzarella, assaporata nelle sue molteplici variazioni, può essere goduta sia in estate che durante i freddi mesi invernali. E' un componente che di certo non possiamo immaginare assente dalla nostra cucina.
Di più: http://www.brimi.it/it/vivi-brimi/vendita%20ricettario/

E lo sanno fin troppo bene anche i nostri tre magnifici Cuochi - Heinrich Gasteiger, Gerhard Wieser, Helmut Bachmann - le cui 35 ricette, con il gusto unico della mozzarella, vizieranno voi ed i vostri ospiti. 

Lasciatevi sedurre dal suo sapore meravigliosamente delicato e andate a scoprire dentro questo libro di cucina le prelibatezze da realizzare grazie a questo delizioso ingrediente. Vi auguriamo buon divertimento e naturalmente buon appetito!

Richiedi il volume presso il Brimi Shop o online su www.brimi.it

 

 

28 Settembre 2013
La mozzarella Brimi – Un anniversario da gustare.

Sono 35 anni che Brimi produce mozzarella, un anniversario che la cooperativa brissinese ha voluto celebrare sabato scorso insieme a più di mille soci e numerosi ospiti d’onore.

Parlando a tutti gli intervenuti, il presidente Klaus Faller ha tessuto le lodi del suo predecessore Wolfgang Heiss, che nel 1978 ebbe l’idea brillante di produrre la mozzarella, e di Franz Kaser, che si occupò di realizzare un progetto così temerario. Certo, gli inizi non furono sempre facili, anzi, la schiera degli scettici fu folta e numerosa, come hanno ricordato con aneddoti divertenti i testimoni diretti di quegli anni, gli stessi cui si deve il successo dell’iniziativa.

„Attualmente – ha ricordato l’attuale direttore Willi Tauber – Brimi produce 13.000 tonnellate di mozzarella all’anno, che distribuisce in Italia e in più di 20 paesi stranieri, e con la mozzarella realizza il 75% del proprio fatturato. Quella che inizialmente era apparsa una scelta ardita, si è rivelata sempre di più un modello vincente, grazie al quale oggi riusciamo a pagare ai nostri più di mille soci un prezzo del latte superiore alla media del mercato, garantendo in questo modo sia un reddito adeguato ai produttori, sia un posto di lavoro sicuro ai nostri 155 dipendenti, in un’azienda sana e priva di debiti.“ Nel suo intervento, il direttore ha anche sottolineato l’importanza di utilizzare il latte altoatesino come materia prima, essenziale per conferire alla mozzarella il suo gusto davvero unico. Dovendo soddisfare una domanda costantemente in crescita da diversi anni, la Brimi è anche lieta che siano stati modificati i criteri geografici per la raccolta del latte, e che dal gennaio prossimo anche gli allevatori del Renon, di Castelrotto e di Siusi conferiranno il latte alla Brimi. Così facendo, la cooperativa avrà una certezza importante per affrontare il futuro, nonostante l’attuale situazione economica non favorevole.


Il momento culminante della festa è stata la presentazione del ricettario “Mozzarella in cucina”, scritto per l’occasione dai tre blasonati cuochi altoatesini Heinrich Gasteiger, Gerhard Wieser e Helmut Bachmann. Facendosi ispirare dal gusto ineguagliabile della mozzarella Brimi, i tre cuochi hanno ideato 35 ricette innovative e creative, ideali per essere copiate, provate e gustate. Molte di queste sono state offerte in degustazione agli invitati, e fra i molti manicaretti serviti, i più apprezzati sono stati gli involtini di mozzarella allo speck e il gelato alla mozzarella.

La festa si è conclusa con la proclamazione dei vincitori del concorso a premi Brimi.


Per ulteriori informazioni potete contattare il direttore Sig. Willi Tauber al seguente numero:
348 8710582

 

01 Giugno 2013
Giornata mondiale del latte 2013

Oggi è la Giornata Mondiale del latte – colonna portante dell’agricoltura montana altoatesina
Ogni anno si producono nel mondo più di 700 miliardi di latte. Il merito è di 150 milioni di aziende agricole e dei 5.000 agricoltori altoatesini. La Giornata Mondiale del latte invita a guardare dietro le quinte di un settore economico importante.

Negli ultimi 50 anni la produzione del latte è raddoppiata a livello mondiale e anche per il futuro si prevede una crescita annua superiore al 2%. In Alto Adige 5000 allevatori contribuiscono in prima persona a questo sviluppo: con 370 milioni di chili di latte prodotto, il loro contributo è pari allo 0,05 % della produzione annua mondiale e al 3,4 % di quella italiana. 

In Alto Adige il latte viene lavorato quasi al 100% nelle dieci latterie sociali della provincia. “In questo modo, al netto dei costi, l’utile rimane ai soci della cooperativa” spiega il Presidente della Federazione Latterie Alto Adige Joachim Reinalter.
Alle latterie sociali si aggiungono circa 70 produttori che lavorano e vendono direttamente i loro prodotti caseari. Nel 2012 le latterie sociali hanno realizzato un fatturato di 430 milioni di euro e pagato agli allevatori 189 milioni di euro per il latte prodotto. La lavorazione del latte nelle dieci latterie sociali della provincia crea 900 posti di lavoro.
Una caratteristica distintiva del settore in Alto Adige è il valore che da sempre viene attribuito alla qualità basata sulla rinuncia agli OGM e su una rete di controllo capillare della produzione.
Oltre alla sicurezza in termini alimentari, il settore della produzione garantisce il mantenimento e la varietà del paesaggio culturale, presupposto irrinunciabile per il turismo e la qualità della vita in provincia. Infatti, come ha ribadito il Presidente Reinalter, solo un’agricoltura attiva anche in questi termini rappresenta un valore aggiunto a livello locale.

 

24 Aprile 2013
Assemblea generale 2013

La crisi non risparmia il settore lattiero-caseario

Redditi in calo nonostante la stabilità del prezzo del latte pagato ai produttori – In calo anche il numero dei fornitori di latte

Un anno difficile, ma che per certi versi ha anche regalato delle soddisfazioni: è stato questo il quadro della situazione 2012 tracciato in occasione dell’assemblea ordinaria della Federazione Latterie Alto Adige. Le forniture pari a 372 milioni di chilogrammi e il prezzo pagato per il latte pari a 50,95 cent/kg si sono mantenuti stabili rispetto all’anno precedente. Il fatturato è aumentato del 3,3% per un totale di 430 milioni di euro e il settore offre 900 posti di lavoro. In calo invece il numero di fornitori: solo più 5136 agricoltori si dedicano alla produzione del latte.

Il settore lattiero-caseario ha risentito di una situazione di mercato difficile: la crisi economica dilagante, il calo dei consumi, gli acquisti effettuati solo in concomitanza delle offerte. Contemporaneamente l’aumento dei costi di lavorazione hanno inciso negativamente sul risultato del prezzo pagato per il latte. “A fronte di queste circostanze, siamo lieti di constatare la stabilità del prezzo pagato per il latte” ha sottolineato il presidente della Federazione latterie Alto Adige Joachim Reinalter.

Ciò non di meno, a causa dell’aumento dei costi energetici e di quelli del mangime, la situazione è nettamente peggiorata rispetto all’anno scorso. “Nelle aree di montagna i costi di produzione sono comunque sempre più alti. Purtroppo attualmente il prezzo realizzato sul mercato non riesce a compensare l’aumento dei costi” constata con rammarico Reinalter.

Di conseguenza, sempre meno agricoltori sono disposti a dedicarsi ad un’attività tanto impegnativa e onerosa come la produzione del latte a fronte di introiti in proporzione assai modesti. L’anno scorso oltre 100 agricoltori hanno gettato la spugna. “La produzione del latte nelle aziende agricole è un’attività che deve essere remunerativa nel tempo” ribadisce Reinalter. Per poter crescere, le latterie hanno bisogno di questa preziosa materia prima dell’Alto Adige.

Per sostenere le aziende agricole nel loro sviluppo futuro, la Federazione Latterie Alto Adige da sempre punta sulla consulenza in materia di agricoltura di montagna. Infatti dal 1976, la Federazione offre un servizio di consulenza sulla produzione del latte, ma intende inserirsi nelle attività della nuova fondata associazione Consulenza per l’agricoltura montana. “Per noi è importante trovare delle soluzioni che offrano un’adeguata base di sussistenza ai produttori di latte” dichiara Reinalter.

La situazione dei prodotti sul mercato
Le cifre relative allo sviluppo dei singoli prodotti lattiero-caseari hanno fatto registrare un incremento, a partire dallo yogurt con un aumento della produzione dell’8% per un totale di 114,7 milioni di chilogrammi. Una buona notizia per il Presidente Reinalter considerato che a livello italiano la produzione è calata dello 0,7%. Altrettanto positiva la situazione dei formaggi sempre più apprezzati anche all’estero. La fornitura di latte biologico è aumentata del 7% a 6,6 milioni di chilogrammi, cifra che tuttavia non consente ancora di sfruttare a pieno il potenziale del mercato dei prodotti biologici. Una nicchia di mercato molto interessante è quella del latte di capra: l’anno scorso sono stati lavorati 0,6 milioni di chilogrammi di latte di capra, arrivato sul mercato sotto forma di latte fresco, formaggio e yogurt.

Per garantire alimenti sicuri e salutari, una fitta rete di controlli accompagna il latte e i prodotti lattiero-caseari dell’Alto Adige nel loro percorso fino al consumatore. L’anno scorso, in veste di organismo di controllo indipendente, la Federazione Latterie Alto Adige ha esaminato 740.000 campioni di latte crudo, controllato 16.000 prodotti lattiero-caseari per un totale di 73.000 analisi. Un altro ambito di attività della Federazione è quello della consulenza ai produttori di latte, agli alpeggi e ai venditori diretti.


Premiazione dei migliori fornitori della provincia

Fornire latte di ottima qualità 365 giorni all’anno, richiede impegno e fatica quotidiani. Lo zelo di contadini e contadine diventa tangibile con il conseguimento dei premi: ottiene la targa chi nel corso dell’anno ha fornito con regolarità latte di prima qualità. Nel 2012 sono stati premiati 2123 fornitori.
In base a un sistema a punti, vengono premiati il miglior fornitore della provincia e i migliori delle latterie sociali.

Miglior fornitore del 2012 è
Christian Gamper, Platztair, St. Martin am Kofel/Laces
Al maso vivono Christian Gamper, sua moglie Monika, i suoi 4 figli e sua madre Anna. Collocato ad un’altitudine di 1.400 metri sul livello del mare, il maso ha 148 punti di svantaggio e una pendenza media del terreno del 76%. La sua prima menzione ufficiale risale al 1600. Dal 1911 la tenuta Platztair è proprietà dei Gamper, Christian Gamper lo ha rilevato nel 1992. Insieme alla sua famiglia Gamper gestisce la tenuta come attività accessoria alla quale si aggiunge quella relativa alla mescita al maso.
Al maso il latte viene prodotto dal 1985. Inizialmente veniva portato alla funivia di San Martino con una slitta trainata da cavalli e depositato alla stazione a valle per il ritiro.
“Per avere buon latte bisogna avere una buona moglie” sostiene convinto Christian Gamper: al maso Platztair sono le donne ad occuparsi della stalla!
La tenuta dispone di 6 ettari di prato e di 4 ettari di pascolo. I prati sono a due tagli. Oltre alle 7 vacche si aggiungono 15 pecore.

Foto: Federazione Latterie Alto Adige: Direttrice Dott.ssa Annemarie Kaser, miglior fornitore Monika Gamper con figlia Kathrin, Presidente della Provincia Luis Durnwalder, Presidente Federazione Jochim Reinalter

Comunicato stampa in pdf

 

10 Novembre 2012
11a edizione delle olimpiadi del formaggio in Tirolo

Ampi consensi per il settore lattiero-caseario dell’Alto Adige
Pioggia di medaglie per il formaggio e il burro dell’Alto Adige

4 medaglie d’oro, 10 di argento e 3 di bronzo: è questo l’eccezionale risultato riportato dall’Alto Adige in occasione dell’undicesima edizione del concorso “Käsiade” svoltosi la settimana scorsa a Hopfgarten in Tirolo. Alla competizione hanno partecipato 8 nazioni con 360 tipi di formaggio diversi. La qualità del formaggio e del burro dell’Alto Adige ha convinto la giuria tecnica.

La “Käsiade” è un concorso internazionale organizzato a cadenza biennale, rivolta agli specialisti del settore lattiero-caseario. Una giuria tecnica internazionale valuta i prodotti soprattutto in base al loro sapore e alla loro consistenza. Per la prima volta nella storia, in lizza anche il burro per sensibilizzare i suoi importanti aspetti nutrizionali e fisiologici.

Bottino da record per le latterie dell’Alto Adige che hanno portato a casa ben 17 medaglie: “Il parametro di valutazione più importante è il sapore che contemporaneamente rappresenta quello fondamentale ai fini dell’acquisto del prodotto da parte del consumatore. “I risultati della “Käsiade“ rispecchiano il successo del formaggio dell’Alto Adige sul mercato” spiega soddisfatta Annemarie Kaser, direttrice della Federazione Latterie Alto Adige. “I severi controlli cui è sottoposto il latte fornito delle aziende familiari dell’Alto Adige e la produzione senza manipolazione genetica è alla base della qualità. Per ottenere un prodotto di punta è essenziale la professionalità, la passione e l’amore per il lavoro” sottolinea Kaser.

Medaglia d’oro per le Ovoline (confezione da 200 g) e la mozzarella senza lattosio del Centro latte Bressanone (a breve sul mercato), per l’Almkönig della Latteria Burgusio e il burro di latte di capra della Latteria Lagundo. Argento per il Mascarpone e il formaggio al vino Lagrein Mila, per il formaggio grigio (Graukäse) e il burro della Latteria Lagundo, per la ricotta del Centro latte Bressanone Brimi, per la mozzarella Brimi (confezione da 125 g) e il burro biologico Brimi da 175 g, e infine per lo Stelvio DOP, il Montano Val Venosta e il Burgusio Classico della Latteria Burgusio. Premiati con la medaglia di bronzo l’Alta Badia Mila e il Gran Zebru e il Burgusio Premium della Latteria Burgusio.

Il valore aggiunto derivante dalla trasformazione del latte in formaggio é di fondamentale importanza economica per il settore. In Alto Adige si producono circa 7 milioni di kg di formaggio da taglio e 13 milioni di kg di mozzarella ai quali si aggiungono 7 milioni di kg di formaggio fresco fra mascarpone e ricotta. Le varietà dell’Alto Adige sono circa 90 e il concorso “Käsiade” ha dimostrato una volta in più che il settore lattiero-caseario altoatesino non teme il confronto a livello internazionale.
Oltre al formaggio vengono prodotti quasi tre milioni di kg di burro, di cui 1500 kg di latte caprino. L’utilizzo della panna fresca è una garanzia di alta qualità anche sotto il profilo organolettico.

Comunicato stampa

 

25 Agosto 2012
Festa del Latte Alto Adige

Anche quest’estate va in scena la quarta edizione della Festa del Latte. In questa manifestazione del settore lattiero caseario altoatesino, il visitatore ha la possibilità di scoprire, apprendere, assaggiare e vivere in prima persona molti aspetti interessanti relativi al mondo del latte. L’obiettivo principale è avvicinare i visitatori alle peculiarità del latte e presentare i prodotti lattiero caseari altoatesini.

Il latte altoatesino é il protagonista indiscusso della quarta Festa del Latte Alto Adige a Valles-Rio di Pusteria. La festa del latte offre una visione a tutto tondo sul mondo del latte e mostra come esso abbia origine e cosa si può produrre a partire da questo elemento fondamentale. Oggi alle 13 l’evento è stato inaugurato ufficialmente. Il presidente della Federazione Latterie Joachim Reinalter ha dato il benvenuto agli ospiti d’onore e parlato brevemente dell’economia casearia altoatesina. “La Festa del latte è un’ottima occasione per ricordare l’importanza dell’economia casearia nella produzione alimentare per l’intera realtà locale. L’industria lattiero-casearia è fondamentale per la cura del paesaggio nonché la tutela del paesaggio culturale dell’Alto Adige, fortemente connesso al settore turistico. Chi produce latte non solo garantisce una sana alimentazione, ma contribuisce a mantenere intatto il paesaggio e a consolidare l’economia nel contesto rurale”.

Comunicato stampa Festa del Latte Alto Adige

 

01 Giugno 2012
1° giugno – Giornata mondiale del latte 2012

Il latte crea valore aggiunto
E’ uno dei cardini di un’alimentazione sana, motore dell’economia e presupposto irrinunciabile per il mantenimento della varietà del paesaggio culturale: in occasione della Giornata mondiale del latte tutto ruota attorno ad un alimento fondamentale che contiene molto più di quanto indicato sulla confezione sulla tavola della colazione.

Insieme ai suoi derivati, il latte è un alimento importante per il benessere psico-fisico di grandi e piccini: è questo il messaggio principale lanciato il 1° giugno attraverso numerose iniziative in oltre 30 Paesi del mondo. Ma il latte è molto più di un alimento salutare: come sottolinea la Federazione Latterie Alto Adige, soprattutto in una terra di montagna come l’Alto Adige, la sua produzione è un fattore economico importante, base di sussistenza per molte aziende agricole locali. Attualmente sono 5300 le famiglie altoatesine che vivono della produzione del latte; nel 2011 agli allevatori locali sono stati pagati in totale 189 milioni di euro per il latte prodotto, somma che per una parte significativa rimane all’interno del circuito economico dell’Alto Adige. La lavorazione del latte nelle latterie sociali della provincia crea 900 posti di lavoro rappresentando una importante fonte di reddito. Ma anche i settori afferenti come quello della produzione di mangimi o del commercio di macchinari per l’agricoltura sono direttamente collegati al fattore economico latte.

La Giornata mondiale del latte è un’ottima occasione per ricordarne l’importanza economica per la realtà locale, al di là del fatto di rappresentare un alimento fondamentale, ha spiegato il Presidente della Federazione Latterie Alto Adige Joachim Reinalter. Il Presidente ha inoltre ribadito l’importanza della cura del paesaggio e la tutela del paesaggio culturale dell’Alto Adige, cardine importante per il settore turistico. “Chi produce latte, non solo garantisce una sana alimentazione, ma contribuisce a mantenere intatto il paesaggio e a consolidare l’economia nel contesto rurale” ha concluso Reinalter.

 

26 Aprile 2012
Assamblea ordinaria Federazione Latterie Alto Adige

Un anno soddisfacente per il settore lattiero-caseario – Il prezzo pagato agli allevatori sale del 6%

All’assemblea ordinaria della Federazione Latterie Alto Adige la situazione del settore lattiero-caseario è stata illustrata con una notizia buona e una cattiva: quella buona è un incremento del fatturato del 9% per un totale di 417 milioni di euro. Buone notizie anche per quanto concerne il prezzo del latte pagato ai produttori che, con un aumento del 6%, si attesta sui 50,7 centesimi per chilo. La cattiva notizia è che le forniture sono calate del 2,2% per un totale di 372 milioni e che oltre 100 agricoltori hanno gettato la spugna. “A medio e lungo termine, questo trend determinerà problemi di fornitura della materia prima alle latterie sociali, in particolare nei mesi estivi” ha spiegato Joachim Reinalter, Presidente della Federazione.

Quello passato è stato un anno difficile: il mercato italiano del latte è in crisi e la situazione economica determina una contrazione dei consumi, in particolare nel settore alimentare. Le cifre relative a produzione e fatturato parlano chiaro, ribadisce Joachim Reinalter, Presidente della Federazione Latterie Alto Adige: il consumatore apprezza i prodotti lattiero-caseari di produzione altoatesina e la posizione delle latterie sociali locali sul mercato è positiva. A dispetto della forte pressione dei prezzi, questo ha consentito di ottenere un prezzo del latte pagato ai produttori soddisfacente. “Ciò non di meno, a causa dell’aumento dei costi di produzione non rimane molto nelle tasche degli allevatori” constata con rammarico il Presidente.

I singoli prodotti lattiero-caseari fanno registrare quasi esclusivamente incrementi: lo yogurt registra uno sviluppo positivo e con un aumento del 6% la produzione ha raggiunto i 106 milioni di chilogrammi. Molto positiva la situazione dei formaggi freschi con una produzione di 6,7 milioni di chilogrammi di mascarpone e ricotta, corrispondente ad un aumento del 24%. Anche nel formaggio è stata registrata una crescita del 4,5% della quantità prodotta. Le preoccupazioni derivano dal latte fresco che ha fatto registrare una leggera flessione pari all’ 1,2%.

Aumenti a due cifre anche per i prodotti biologici, segmento relativamente circoscritto con un evidente potenziale di sviluppo per il quale però scarseggia la materia prima. “Cerchiamo di motivare gli allevatori a passare al biologico” ha spiegato Reinalter.
Una nicchia di mercato molto interessante è quella del latte di capra come integrazione al settore: l’anno scorso è stato lavorato mezzo milione di latte di capra, arrivato sul mercato sotto forma di latte fresco, formaggio e yogurt.

Gran parte del latte prodotto in Alto Adige viene lavorato nelle cooperative. L’importanza dei consorzi si esprime chiaramente in cifre: 5300 aziende agricole vivono della produzione del latte e 897 addetti lavorano nelle latterie sociali dell’alto Adige. Nonostante ciò la produzione è in calo: solo nel 2011, più di 100 agricoltori hanno lasciato l’attività. L’impegno oneroso in rapporto alle entrate relativamente contenute, la limitazione del numero dei capi per ettaro, le difficoltà di gestire la produzione del latte come attività secondaria: secondo il Presidente Reinalter sono queste le ragioni che spingono in particolare le nuove generazioni ad abbandonare. Reinalter esprime la sua preoccupazione per un trend che avrà ripercussioni non solo sul paesaggio, ma a lungo termine nel reperimento della materia prima mettendo in ginocchio le latterie locali. Già oggi nei mesi estivi, quando il consumo di latticini aumenta, si verificano momenti di empasse.

Per garantire alimenti sicuri e salutari, una fitta rete di controlli accompagna il latte e i prodotti lattiero-caseari dell’Alto Adige nel loro percorso fino al consumatore. L’anno scorso, in veste di organismo di controllo indipendente, la Federazione Latterie Alto Adige ha esaminato 780.000 campioni di latte crudo, controllato 16.000 prodotti lattiero caseari per un totale di 70.000 analisi. Un altro ambito di attività della Federazione è quello della consulenza ai produttori di latte, agli alpeggi e ai minicaseifici aziendiali.


Premiazione dei migliori fornitori della provincia
Nel 2011 il miglior fornitore di latte della provincia è stato Erwin Niedermair del maso Tabernakelgut di Silandro.
La sua famiglia gestisce un maso con 3 ettari di terreno come attività secondaria. Della produzione del latte si occupa la signora Erika. In questa posizione così estrema non sarebbe possibile fare l’agricoltore senza essere motivati da una grande passione: “Quassù è bellissimo! Non mi sognerei mai di staccarmi dalle mie mucche”, spiega la signora Erika palesando la sua felicità per il riconoscimento ottenuto e confessando che non esiste una ricetta per il successo “Bisogna lavorare bene, con impegno e avere fortuna”.

Fornire latte di ottima qualità 365 giorni all’anno, richiede impegno e fatica quotidiani. Lo zelo di contadini e contadine diventa tangibile con il conseguimento dei premi: ottiene la targa chi nel corso dell’anno ha fornito con regolarità latte di prima qualità. Nel 2011 sono stati premiati 2143 fornitori, il 5,5% in più rispetto all’anno precedente.
In base a un sistema a punti, vengono premiati il miglior fornitore della provincia e le migliori latterie sociali.

Foto: Premiazione migliore fornitore di latte della Provincia: (davanti d.s.) Contadina Erika Niedermair con figli Werner e Stefan e la suocera Stefania, (dietro d.s.) Presidente Provinciale Luis Durnwalder, A