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Attualità - Südtiroler Milch - Sennereiverband

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24 Aprile 2013
Assemblea generale 2013

La crisi non risparmia il settore lattiero-caseario

Redditi in calo nonostante la stabilità del prezzo del latte pagato ai produttori – In calo anche il numero dei fornitori di latte

Un anno difficile, ma che per certi versi ha anche regalato delle soddisfazioni: è stato questo il quadro della situazione 2012 tracciato in occasione dell’assemblea ordinaria della Federazione Latterie Alto Adige. Le forniture pari a 372 milioni di chilogrammi e il prezzo pagato per il latte pari a 50,95 cent/kg si sono mantenuti stabili rispetto all’anno precedente. Il fatturato è aumentato del 3,3% per un totale di 430 milioni di euro e il settore offre 900 posti di lavoro. In calo invece il numero di fornitori: solo più 5136 agricoltori si dedicano alla produzione del latte.

Il settore lattiero-caseario ha risentito di una situazione di mercato difficile: la crisi economica dilagante, il calo dei consumi, gli acquisti effettuati solo in concomitanza delle offerte. Contemporaneamente l’aumento dei costi di lavorazione hanno inciso negativamente sul risultato del prezzo pagato per il latte. “A fronte di queste circostanze, siamo lieti di constatare la stabilità del prezzo pagato per il latte” ha sottolineato il presidente della Federazione latterie Alto Adige Joachim Reinalter.

Ciò non di meno, a causa dell’aumento dei costi energetici e di quelli del mangime, la situazione è nettamente peggiorata rispetto all’anno scorso. “Nelle aree di montagna i costi di produzione sono comunque sempre più alti. Purtroppo attualmente il prezzo realizzato sul mercato non riesce a compensare l’aumento dei costi” constata con rammarico Reinalter.

Di conseguenza, sempre meno agricoltori sono disposti a dedicarsi ad un’attività tanto impegnativa e onerosa come la produzione del latte a fronte di introiti in proporzione assai modesti. L’anno scorso oltre 100 agricoltori hanno gettato la spugna. “La produzione del latte nelle aziende agricole è un’attività che deve essere remunerativa nel tempo” ribadisce Reinalter. Per poter crescere, le latterie hanno bisogno di questa preziosa materia prima dell’Alto Adige.

Per sostenere le aziende agricole nel loro sviluppo futuro, la Federazione Latterie Alto Adige da sempre punta sulla consulenza in materia di agricoltura di montagna. Infatti dal 1976, la Federazione offre un servizio di consulenza sulla produzione del latte, ma intende inserirsi nelle attività della nuova fondata associazione Consulenza per l’agricoltura montana. “Per noi è importante trovare delle soluzioni che offrano un’adeguata base di sussistenza ai produttori di latte” dichiara Reinalter.

La situazione dei prodotti sul mercato
Le cifre relative allo sviluppo dei singoli prodotti lattiero-caseari hanno fatto registrare un incremento, a partire dallo yogurt con un aumento della produzione dell’8% per un totale di 114,7 milioni di chilogrammi. Una buona notizia per il Presidente Reinalter considerato che a livello italiano la produzione è calata dello 0,7%. Altrettanto positiva la situazione dei formaggi sempre più apprezzati anche all’estero. La fornitura di latte biologico è aumentata del 7% a 6,6 milioni di chilogrammi, cifra che tuttavia non consente ancora di sfruttare a pieno il potenziale del mercato dei prodotti biologici. Una nicchia di mercato molto interessante è quella del latte di capra: l’anno scorso sono stati lavorati 0,6 milioni di chilogrammi di latte di capra, arrivato sul mercato sotto forma di latte fresco, formaggio e yogurt.

Per garantire alimenti sicuri e salutari, una fitta rete di controlli accompagna il latte e i prodotti lattiero-caseari dell’Alto Adige nel loro percorso fino al consumatore. L’anno scorso, in veste di organismo di controllo indipendente, la Federazione Latterie Alto Adige ha esaminato 740.000 campioni di latte crudo, controllato 16.000 prodotti lattiero-caseari per un totale di 73.000 analisi. Un altro ambito di attività della Federazione è quello della consulenza ai produttori di latte, agli alpeggi e ai venditori diretti.


Premiazione dei migliori fornitori della provincia

Fornire latte di ottima qualità 365 giorni all’anno, richiede impegno e fatica quotidiani. Lo zelo di contadini e contadine diventa tangibile con il conseguimento dei premi: ottiene la targa chi nel corso dell’anno ha fornito con regolarità latte di prima qualità. Nel 2012 sono stati premiati 2123 fornitori.
In base a un sistema a punti, vengono premiati il miglior fornitore della provincia e i migliori delle latterie sociali.

Miglior fornitore del 2012 è
Christian Gamper, Platztair, St. Martin am Kofel/Laces
Al maso vivono Christian Gamper, sua moglie Monika, i suoi 4 figli e sua madre Anna. Collocato ad un’altitudine di 1.400 metri sul livello del mare, il maso ha 148 punti di svantaggio e una pendenza media del terreno del 76%. La sua prima menzione ufficiale risale al 1600. Dal 1911 la tenuta Platztair è proprietà dei Gamper, Christian Gamper lo ha rilevato nel 1992. Insieme alla sua famiglia Gamper gestisce la tenuta come attività accessoria alla quale si aggiunge quella relativa alla mescita al maso.
Al maso il latte viene prodotto dal 1985. Inizialmente veniva portato alla funivia di San Martino con una slitta trainata da cavalli e depositato alla stazione a valle per il ritiro.
“Per avere buon latte bisogna avere una buona moglie” sostiene convinto Christian Gamper: al maso Platztair sono le donne ad occuparsi della stalla!
La tenuta dispone di 6 ettari di prato e di 4 ettari di pascolo. I prati sono a due tagli. Oltre alle 7 vacche si aggiungono 15 pecore.

Foto: Federazione Latterie Alto Adige: Direttrice Dott.ssa Annemarie Kaser, miglior fornitore Monika Gamper con figlia Kathrin, Presidente della Provincia Luis Durnwalder, Presidente Federazione Jochim Reinalter

Comunicato stampa in pdf

 

10 Novembre 2012
11a edizione delle olimpiadi del formaggio in Tirolo

Ampi consensi per il settore lattiero-caseario dell’Alto Adige
Pioggia di medaglie per il formaggio e il burro dell’Alto Adige

4 medaglie d’oro, 10 di argento e 3 di bronzo: è questo l’eccezionale risultato riportato dall’Alto Adige in occasione dell’undicesima edizione del concorso “Käsiade” svoltosi la settimana scorsa a Hopfgarten in Tirolo. Alla competizione hanno partecipato 8 nazioni con 360 tipi di formaggio diversi. La qualità del formaggio e del burro dell’Alto Adige ha convinto la giuria tecnica.

La “Käsiade” è un concorso internazionale organizzato a cadenza biennale, rivolta agli specialisti del settore lattiero-caseario. Una giuria tecnica internazionale valuta i prodotti soprattutto in base al loro sapore e alla loro consistenza. Per la prima volta nella storia, in lizza anche il burro per sensibilizzare i suoi importanti aspetti nutrizionali e fisiologici.

Bottino da record per le latterie dell’Alto Adige che hanno portato a casa ben 17 medaglie: “Il parametro di valutazione più importante è il sapore che contemporaneamente rappresenta quello fondamentale ai fini dell’acquisto del prodotto da parte del consumatore. “I risultati della “Käsiade“ rispecchiano il successo del formaggio dell’Alto Adige sul mercato” spiega soddisfatta Annemarie Kaser, direttrice della Federazione Latterie Alto Adige. “I severi controlli cui è sottoposto il latte fornito delle aziende familiari dell’Alto Adige e la produzione senza manipolazione genetica è alla base della qualità. Per ottenere un prodotto di punta è essenziale la professionalità, la passione e l’amore per il lavoro” sottolinea Kaser.

Medaglia d’oro per le Ovoline (confezione da 200 g) e la mozzarella senza lattosio del Centro latte Bressanone (a breve sul mercato), per l’Almkönig della Latteria Burgusio e il burro di latte di capra della Latteria Lagundo. Argento per il Mascarpone e il formaggio al vino Lagrein Mila, per il formaggio grigio (Graukäse) e il burro della Latteria Lagundo, per la ricotta del Centro latte Bressanone Brimi, per la mozzarella Brimi (confezione da 125 g) e il burro biologico Brimi da 175 g, e infine per lo Stelvio DOP, il Montano Val Venosta e il Burgusio Classico della Latteria Burgusio. Premiati con la medaglia di bronzo l’Alta Badia Mila e il Gran Zebru e il Burgusio Premium della Latteria Burgusio.

Il valore aggiunto derivante dalla trasformazione del latte in formaggio é di fondamentale importanza economica per il settore. In Alto Adige si producono circa 7 milioni di kg di formaggio da taglio e 13 milioni di kg di mozzarella ai quali si aggiungono 7 milioni di kg di formaggio fresco fra mascarpone e ricotta. Le varietà dell’Alto Adige sono circa 90 e il concorso “Käsiade” ha dimostrato una volta in più che il settore lattiero-caseario altoatesino non teme il confronto a livello internazionale.
Oltre al formaggio vengono prodotti quasi tre milioni di kg di burro, di cui 1500 kg di latte caprino. L’utilizzo della panna fresca è una garanzia di alta qualità anche sotto il profilo organolettico.

Comunicato stampa

 

25 Agosto 2012
Festa del Latte Alto Adige

Anche quest’estate va in scena la quarta edizione della Festa del Latte. In questa manifestazione del settore lattiero caseario altoatesino, il visitatore ha la possibilità di scoprire, apprendere, assaggiare e vivere in prima persona molti aspetti interessanti relativi al mondo del latte. L’obiettivo principale è avvicinare i visitatori alle peculiarità del latte e presentare i prodotti lattiero caseari altoatesini.

Il latte altoatesino é il protagonista indiscusso della quarta Festa del Latte Alto Adige a Valles-Rio di Pusteria. La festa del latte offre una visione a tutto tondo sul mondo del latte e mostra come esso abbia origine e cosa si può produrre a partire da questo elemento fondamentale. Oggi alle 13 l’evento è stato inaugurato ufficialmente. Il presidente della Federazione Latterie Joachim Reinalter ha dato il benvenuto agli ospiti d’onore e parlato brevemente dell’economia casearia altoatesina. “La Festa del latte è un’ottima occasione per ricordare l’importanza dell’economia casearia nella produzione alimentare per l’intera realtà locale. L’industria lattiero-casearia è fondamentale per la cura del paesaggio nonché la tutela del paesaggio culturale dell’Alto Adige, fortemente connesso al settore turistico. Chi produce latte non solo garantisce una sana alimentazione, ma contribuisce a mantenere intatto il paesaggio e a consolidare l’economia nel contesto rurale”.

Comunicato stampa Festa del Latte Alto Adige

 

01 Giugno 2012
1° giugno – Giornata mondiale del latte 2012

Il latte crea valore aggiunto
E’ uno dei cardini di un’alimentazione sana, motore dell’economia e presupposto irrinunciabile per il mantenimento della varietà del paesaggio culturale: in occasione della Giornata mondiale del latte tutto ruota attorno ad un alimento fondamentale che contiene molto più di quanto indicato sulla confezione sulla tavola della colazione.

Insieme ai suoi derivati, il latte è un alimento importante per il benessere psico-fisico di grandi e piccini: è questo il messaggio principale lanciato il 1° giugno attraverso numerose iniziative in oltre 30 Paesi del mondo. Ma il latte è molto più di un alimento salutare: come sottolinea la Federazione Latterie Alto Adige, soprattutto in una terra di montagna come l’Alto Adige, la sua produzione è un fattore economico importante, base di sussistenza per molte aziende agricole locali. Attualmente sono 5300 le famiglie altoatesine che vivono della produzione del latte; nel 2011 agli allevatori locali sono stati pagati in totale 189 milioni di euro per il latte prodotto, somma che per una parte significativa rimane all’interno del circuito economico dell’Alto Adige. La lavorazione del latte nelle latterie sociali della provincia crea 900 posti di lavoro rappresentando una importante fonte di reddito. Ma anche i settori afferenti come quello della produzione di mangimi o del commercio di macchinari per l’agricoltura sono direttamente collegati al fattore economico latte.

La Giornata mondiale del latte è un’ottima occasione per ricordarne l’importanza economica per la realtà locale, al di là del fatto di rappresentare un alimento fondamentale, ha spiegato il Presidente della Federazione Latterie Alto Adige Joachim Reinalter. Il Presidente ha inoltre ribadito l’importanza della cura del paesaggio e la tutela del paesaggio culturale dell’Alto Adige, cardine importante per il settore turistico. “Chi produce latte, non solo garantisce una sana alimentazione, ma contribuisce a mantenere intatto il paesaggio e a consolidare l’economia nel contesto rurale” ha concluso Reinalter.

 

26 Aprile 2012
Assamblea ordinaria Federazione Latterie Alto Adige

Un anno soddisfacente per il settore lattiero-caseario – Il prezzo pagato agli allevatori sale del 6%

All’assemblea ordinaria della Federazione Latterie Alto Adige la situazione del settore lattiero-caseario è stata illustrata con una notizia buona e una cattiva: quella buona è un incremento del fatturato del 9% per un totale di 417 milioni di euro. Buone notizie anche per quanto concerne il prezzo del latte pagato ai produttori che, con un aumento del 6%, si attesta sui 50,7 centesimi per chilo. La cattiva notizia è che le forniture sono calate del 2,2% per un totale di 372 milioni e che oltre 100 agricoltori hanno gettato la spugna. “A medio e lungo termine, questo trend determinerà problemi di fornitura della materia prima alle latterie sociali, in particolare nei mesi estivi” ha spiegato Joachim Reinalter, Presidente della Federazione.

Quello passato è stato un anno difficile: il mercato italiano del latte è in crisi e la situazione economica determina una contrazione dei consumi, in particolare nel settore alimentare. Le cifre relative a produzione e fatturato parlano chiaro, ribadisce Joachim Reinalter, Presidente della Federazione Latterie Alto Adige: il consumatore apprezza i prodotti lattiero-caseari di produzione altoatesina e la posizione delle latterie sociali locali sul mercato è positiva. A dispetto della forte pressione dei prezzi, questo ha consentito di ottenere un prezzo del latte pagato ai produttori soddisfacente. “Ciò non di meno, a causa dell’aumento dei costi di produzione non rimane molto nelle tasche degli allevatori” constata con rammarico il Presidente.

I singoli prodotti lattiero-caseari fanno registrare quasi esclusivamente incrementi: lo yogurt registra uno sviluppo positivo e con un aumento del 6% la produzione ha raggiunto i 106 milioni di chilogrammi. Molto positiva la situazione dei formaggi freschi con una produzione di 6,7 milioni di chilogrammi di mascarpone e ricotta, corrispondente ad un aumento del 24%. Anche nel formaggio è stata registrata una crescita del 4,5% della quantità prodotta. Le preoccupazioni derivano dal latte fresco che ha fatto registrare una leggera flessione pari all’ 1,2%.

Aumenti a due cifre anche per i prodotti biologici, segmento relativamente circoscritto con un evidente potenziale di sviluppo per il quale però scarseggia la materia prima. “Cerchiamo di motivare gli allevatori a passare al biologico” ha spiegato Reinalter.
Una nicchia di mercato molto interessante è quella del latte di capra come integrazione al settore: l’anno scorso è stato lavorato mezzo milione di latte di capra, arrivato sul mercato sotto forma di latte fresco, formaggio e yogurt.

Gran parte del latte prodotto in Alto Adige viene lavorato nelle cooperative. L’importanza dei consorzi si esprime chiaramente in cifre: 5300 aziende agricole vivono della produzione del latte e 897 addetti lavorano nelle latterie sociali dell’alto Adige. Nonostante ciò la produzione è in calo: solo nel 2011, più di 100 agricoltori hanno lasciato l’attività. L’impegno oneroso in rapporto alle entrate relativamente contenute, la limitazione del numero dei capi per ettaro, le difficoltà di gestire la produzione del latte come attività secondaria: secondo il Presidente Reinalter sono queste le ragioni che spingono in particolare le nuove generazioni ad abbandonare. Reinalter esprime la sua preoccupazione per un trend che avrà ripercussioni non solo sul paesaggio, ma a lungo termine nel reperimento della materia prima mettendo in ginocchio le latterie locali. Già oggi nei mesi estivi, quando il consumo di latticini aumenta, si verificano momenti di empasse.

Per garantire alimenti sicuri e salutari, una fitta rete di controlli accompagna il latte e i prodotti lattiero-caseari dell’Alto Adige nel loro percorso fino al consumatore. L’anno scorso, in veste di organismo di controllo indipendente, la Federazione Latterie Alto Adige ha esaminato 780.000 campioni di latte crudo, controllato 16.000 prodotti lattiero caseari per un totale di 70.000 analisi. Un altro ambito di attività della Federazione è quello della consulenza ai produttori di latte, agli alpeggi e ai minicaseifici aziendiali.


Premiazione dei migliori fornitori della provincia
Nel 2011 il miglior fornitore di latte della provincia è stato Erwin Niedermair del maso Tabernakelgut di Silandro.
La sua famiglia gestisce un maso con 3 ettari di terreno come attività secondaria. Della produzione del latte si occupa la signora Erika. In questa posizione così estrema non sarebbe possibile fare l’agricoltore senza essere motivati da una grande passione: “Quassù è bellissimo! Non mi sognerei mai di staccarmi dalle mie mucche”, spiega la signora Erika palesando la sua felicità per il riconoscimento ottenuto e confessando che non esiste una ricetta per il successo “Bisogna lavorare bene, con impegno e avere fortuna”.

Fornire latte di ottima qualità 365 giorni all’anno, richiede impegno e fatica quotidiani. Lo zelo di contadini e contadine diventa tangibile con il conseguimento dei premi: ottiene la targa chi nel corso dell’anno ha fornito con regolarità latte di prima qualità. Nel 2011 sono stati premiati 2143 fornitori, il 5,5% in più rispetto all’anno precedente.
In base a un sistema a punti, vengono premiati il miglior fornitore della provincia e le migliori latterie sociali.

Foto: Premiazione migliore fornitore di latte della Provincia: (davanti d.s.) Contadina Erika Niedermair con figli Werner e Stefan e la suocera Stefania, (dietro d.s.) Presidente Provinciale Luis Durnwalder, A